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Già nel 340 d.c.
troviamo notizie di persecuzioni contro chi praticava la magia nera, nel
643 l'Editto di Rotari oltre a condannare le streghe indicava anche i
provvedimenti da prendere nei confronti di chi arrecava loro danno, in
quanto venivano considerate soltanto vittime della propria superstizione.
Nel 727 l'Editto di Liutprando poneva attenzione, invece, sull'aspetto
eretico delle stregoneria in quanto a causa dell'atteggiamento pagano
offendeva la religione cristiana.
Nei testi medioevali, i giuristi consideravano le streghe dedite ai
rapimenti dei bambini per succhiar loro il sangue e pur ammettendo che
alcuni aspetti, come il volo, non fossero reali, sostenevano che avessero
rapporti con ed il diavolo.
Nel 1218 Federico II decise che la stregoneria era imputabile di offesa
alla maestà divina e nel 1231 il Papa accogliendo questa decisione decretò
che per i colpevoli di stregoneria non bastava più la scomunica, ma
dovevano essere puniti con il rogo.
Nacque così l'Inquisizione con Papa Innocenzo III che nominò dei Legati,
indipendenti dall'autorità dei vescovi. Nell'agosto del 1320 il Papa dava
ordine di intervenire contro chi praticava la stregoneria mentre Bernardo
Gui scriveva come dovevano essere interrogati gli accusati.
Due domenicani furono incaricati, in base alle loro esperienze di
inquisitori, di scrivere un volume sulla stregoneria. Iniziò così la lunga
persecuzione verso la stregoneria dove ad essere bruciate vive in
maggioranza erano solo povere donne malate di epilessia, pazze visionarie
o soltanto colpevoli di essersi fatte dei nemici.
Si calcola che circa nove milioni di persone siano state uccise nel corso
di cinque secoli in tutto il mondo.
Gli interrogatori che precedevano i processi, erano un susseguirsi di
torture in cui la maggior parte delle volte l'imputata confessava solo per
porre fine al dolore.
Una delle credenze più comuni era che una strega potesse essere purificata
soltanto dal dissanguamento, venivano perciò sfregiate sopra il naso e la
bocca e lasciate dissanguare fino alla morte. Nei paesi cattolici si
pensava che prima del giudizio l'anima della strega dovesse essere
purificata perciò veniva costretta ad ingerire a forza acqua calda o
sapone.
In America e in Gran Bretagna era uso comune legare la donna su di uno
sgabello, con le braccia immobilizzate, lo sgabello veniva poi immerso in
uno stagno o in in luogo paludoso.
Innumerevoli sono stati i tipi di torture fatte per indurre a confessare
di essere una strega e potevano susseguirsi per giorni, alcune erano fatte
pubblicamente.
Una delle punizioni più conosciute era la morte per mezzo di roghi di
solito in manifestazioni pubbliche, stessa sorte che toccava anche gli
eretici.

La Vergine di Norimberga
Era un contenitore metallico con porte pieghevoli; il
condannato veniva rinchiuso all'interno,
dove affilatissimi
aculei gli trafiggevano il corpo in tutta la sua lunghezza;
pur penetrando in varie parti del corpo, non toccavano
organi vitali,
quindi la vittima era destinata ad una lunga
ed atroce agonia.

Palo a forma di piramide
Veniva inserito nel retto della presunta strega, forzato a
passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla
gola.
Il palo era poi invertito e piantato nel terreno,
così, queste miserabili vittime, quando non avevano la
fortuna di morire subito,
soffrivano per alcuni giorni prima
di spirare.
Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

La sedia delle streghe
Le sedie erano di varie dimensioni tutte comunque chiodate,
fornite di manette o blocchi per immobilizzare la vittima.
In svariati casi, aveva il pianale di seduta in ferro,
così da poterlo arroventare.
In alcuni processi questa
tortura veniva prolungata sino alla morte.
Castello di
Mazzè e Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione
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