Storia Fatti e Misfatti

Il genocidio dei Tutsi

Il 6 aprile 1944, venne abbattuto l'aereo che riportava in patria il presidente Juvenal Habyarimana, di etnia hutu, da parte di un commando non identificato.
Quando si diffuse la notizia, soldati hutu e miliziani precedentemente armati e addestrati cominciarono uno sterminio programmato, senza risparmiare nč donne nč bambini.
A Kicukiro, almeno 2.000 tutsi che si erano rifugiati nella scuola della missione Don Bosco sotto la protezione di un piccolo drappello di caschi blu belgi, furono abbandonati al loro destino e massacrati a colpi di machete.
Novecentotrentasettemila persone: tanti furono i morti nei tragici 100 giorni del genocidio di Tutsi ed Hutu moderati.
Il governo di Kigali ha sempre accusato l'Onu di non aver saputo nč prevenire nč fermare il genocidio: i caschi blu dell'Onu dispiegati in Ruanda a garanzia dell'accordo di pace del 1993, furono ritirati appena cominciarono le uccisioni di massa.
Persino i vertici dell'Onu, compreso l'attuale segretario generale, Kofi Annan, allora a capo delle missioni di pace,hanno ammesso che non c'era nel Consiglio di Sicurezza la volontā politica di fermare il massacro.
Dieci caschi blu belgi furono uccisi da soldati governativi la notte tra il 6 e il 7 aprile nel tentativo di proteggere il primo ministro Agathe Uwilingiyimana, una hutu di orientamento moderato, che fu trascinata fuori dalla sua casa e trucidata da unitā della guardia presidenziale.
Quanto ai responsabili politici, il Tribunale Onu per i crimini in Ruanda ha arrestato 66 delle 81 persone accusate di crimini legati al genocidio, ma ha emesso solo dieci sentenze di colpevolezza in dieci anni, suscitando malumori in Ruanda, dove il governo dice che 300 capi sono al sicuro all'estero.

Storia degli Stati