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Nigeria La guerra del petrolio
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La Nigeria è sempre stata attraversata da fortissime tensioni tra le etnie
Ibo, cristiano-animisti concentrati nel sudest del paese, Hausa-Fulani,
musulmani che abitano il nord, e Yoruba del sudovest, metà cristiani,
metà musulmani. Guerre civili, colpi di stato, governi autoritari e corrotti, secessioni si sono susseguiti per decenni in questo paese, che dall'inizio degli anni novanta è stato colpito da una grave crisi economica, che acuisce ulteriormente gli odi etnici e tribali. Una guerra tra poveri che ogni tanto esplode con massacri come quello di Kaduna, nel febbraio del 2000, quando almeno duemila persone persero la vita in violenti scontri tra cristiani e musulmani. Questi ultimi, uniti all'etnia Hausa-Fulani, dominano il paese ormai da tempo, ma l'odio dei cristiani animisti nei loro confronti è aumentato soprattutto dal momento in cui il governo del presidente Olusegun Obasanjo ha autorizzato l'applicazione della sharia, la legge islamica, in alcuni stati abitati anche da non musulmani, in flagrante violazione della costituzione e della laicità delle istituzioni, inclusa la giustizia. La storia recente del paese parla di scontri religiosi sempre più sporadici, anche se in alcuni casi molto cruenti. Tuttavia un altro fattore è diventato primo motivo di conflitto in Nigeria; il petrolio. Gli scontri nel ricca regione petrolifera del delta del Niger sono sempre più frequenti. I dissidi tra Ijaw, Itsekiri e Urhobo sono sempre molto accesi e la regione vive presidiata dall'esercito schierato a difesa delle piattaforme petrolifere. Le tre etnie si contendono contratti di lavoro con le compagnie petrolifere e gli Ijaw, in particolare, lamentano le politiche del governo e delle compagnie occidentali, ree di agevolare etnie minoritarie, come quella Itsekiri E' il caso di Kaduna. Nel febbraio del duemila ci fu una vera e propria carneficina in cui persero la vita circa trecento persone a causa degli scontri tra musulmani e cristiani; o come i più recenti scontri scoppiati nel novembre duemiladue, sempre a Kaduna, in occasione del concorso "Miss Mondo", che doveva essere ospitato in Nigeria, quando militanti islamici, offesi per "l'esibizione del nudo" e da un articolo apparso su un giornale locale, in cui si diceva che il profeta Maometto avrebbe sposato volentieri una delle miss, hanno messo a ferro e fuoco la città causando la morte di oltre cento persone. L’ultimo scontro è quello relavito alla protesta contro le vignette satiriche. I morti accertati sarebbe sedici a Maiduguri, nel nord della Nigeria. La polizia smentisce il bilancio di 45 morti nei disordini scoppiati ieri, spiegando che ''la gente sta solo tentando di creare altra tensione''. Stando a quanto riferito alla Dpa dal portavoce Haz Iwendi, anche il numero delle chiese prese d'assalto va ridimensionato, precisando che sono undici e non diciotto quelle attaccate. Tra le vittime vi sarebbe anche un prete cattolico rimasto ucciso nell'incendio appiccato nella sua abitazione dai manifestanti. e il prezzo del petrolio torna a salire rapidamente. Alla Bbc il generale Godswill Tamuno, leader del Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger, ha dichiarato “guerra totale” a tutte le compagnie petrolifere internazionali. Dopo queste dichiarazioni, il future con scadenza in aprile sale di 1,08 dollari a 59,87 dollari al barile dopo aver toccato i massimi intraday a 60,03 dollari al barile. Sale anche il greggio a New York con il contratto a termine di marzo che guadagna 88 cents a 59,34 dollari al barile 19 febbraio 2006 |