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Nel Medioevo la manodopera era prevalentemente femminile, schiave, serve
donne libere che non avendo trovato altre possibilità di impiego,
andavano a lavorare nelle famiglie benestanti.
Probabilmente alle schiave venivano affidati i compiti più pesanti,
anche se tutti i lavori domestici, procurare legna e fuoco, badare ai
bambini, accompagnare fuori la padrona alla fine erano ripartiti
equamente tra serve e schiave, anche se il trattamento economico era
invece diverso.
Le assunzioni, a differenza di alcuni altri lavori, erano solo accordi
orali.
Tutto ciò rendeva l’occupazione domestica assolutamente precaria e
sottoposta ai voleri dei padroni che in qualsiasi momento potevano
licenziare senza motivo e senza preavviso le proprio serve.
Il salario, assai scarso, era diviso in due parti, una in denaro e
l’altra in beni di uso comune: abiti, scarpe, vitto e alloggio, che
nella maggior parte dei casi consisteva in un pagliericcio e nei resti
dei pasti quotidiani.
Il salario era minimo, per esempio verso la fine del Duecento, un paio
di scarpe costava ad una serva circa un mese e mezzo di lavoro,
oltretutto i padroni non pagavano quasi mai regolarmente, in genere
davano solo acconti, versando il salario dopo molti anni di lavoro o
addirittura all’atto del licenziamento.
Una vita di dura fatica tra soprusi ed umiliazioni veniva condivisa tra
donne di diversa provenienza, alcune arrivavano dalla campagna, altre
dalle città, alcune avevano legami di sangue con la famiglia.
Infatti, talvolta, le figlie illegittime frutto di rapporti tra il
padrona e la serva, rimanevano nella casa del padre con domestiche.
Nelle famiglie benestanti si trovavano non solo donne adulte, ma anche
bambine mandate a servizio per poter avere una modesta dote o soltanto
per avere una bocca in meno da sfamare.
Affidate al padrone, potevano lasciare la casa soltanto al momento del
matrimonio, momento in cui avrebbero ricevuto il compenso di anni di
lavoro.
Per vincere la diffidenza dei padroni, che consideravano generalmente le
serve ladre e scostumate, le donne dovevano dimostrarsi forti, attenti
alla cura della propria persona, oneste e serie.
Nonostante la richiesta di serietà, sovente, dovevano sottostare ai
desideri dei padroni, dei loro figli e spesso anche degli amici,
Ovviamente le conseguenze di quelle relazioni finivano per ricadere solo
sulla donna, cacciata di casa e privata del sostentamento era costretta
a lasciare il figlio nell’ospedale cittadino per l’infanzia abbandonata
o nella casa del padrone. |
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