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Nata a Torino nel 1909, entra alla
scuola medica di Levi all'età di vent'anni dove si laurea nel 1936.
Nonostante la sua intenzione di proseguire come assistente e ricercatrice in neuribiologia e psichiatria è costretta a causa delle
leggi razziali emanate
dal regime fascista del 1938, è costretta, insieme con Giuseppe Levi, ad
emigrare in Belgio.
Tuttavia questo non impedisce alla Montalcini di
proseguire le sue ricerche, anche in un laboratorio casalingo.
Nel 1943, tornata in Italia, si trasferisce a Firenze, dove vivrà in
clandestinità collaborando come medico volontario tra gli Alleati
Finita la guerra torna a Torino dove riprende le sue ricerche, sempre in un
laboratorio domestico, insieme con Levi.
Poco tempo dopo il Dipartimento di Zoologia della Washington University (in
Missouri) le fa un offerta difficilmente rifiutabile, Rita Levi Montalcini
accetta a condizione di poter proseguire le sue ricerche iniziate a Torino.
Questo non è che l'inizio, vivrà in America per oltre trent'anni con
incarichi prestigiosi, diventando professore di Neurobiologia.
I suoi primi studi negli anni 1938-1944 sono dedicati ai meccanismi di
formazione del sistema nervoso dei vertebrati.
Negli anni 51-52 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che ha
un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose
sensoriali e simpatiche
Per circa trent'anni le sue ricerche proseguono su questa molecola proteica
e sul suo meccanismo d'azione, dandole nel 1986 il Premio Nobel per la
Medicina.
Nella motivazione si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli
anni ‘50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa
estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi
non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta
innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio
Nazionale delle Ricerche a Roma in collaborazione con l'Istituto di Biologia
della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia
cellulare.
Si ritira da questo incarico per "raggiunti limiti d'età", tuttavia continua
le sue ricerche sia come ricercatore sia guest professor dal 1979 al 1989 e
fino al 1995 lavora presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la
qualifica di Superesperto.
Le sue ricerche si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando
tecniche sempre più sofisticate.
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Inoltre è
un membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali:
l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle
Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la
Royal Society.
Da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, nel 1992 istituisce
con la sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini in memoria del
padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, con la
possibilità di borse di studio a giovani studentesse africane a livello
universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne ce
svolgano un ruolo importante nella vita scientifica del loro paese. |
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