|
John Fitzgerald Kennedy nacque a Boston
il 29 maggio 1917.
La sua era una famiglia di origine irlandese, contadini
emigrati in America nella metà del secolo scorso.
Il padre si era
arricchito con il contrabbando di alcol all'epoca del proibizionismo. Gli
appoggi politici e la fortuna familiare furono dunque i trampolini di
lancio che condussero Kennedy a occupare la poltrona presidenziale a soli
quarantatré anni.
Dopo gli studi ad Harvard ed un periodo in Marina nel ‘46. John Kennedy si
presentò come candidato indipendente per la nomination democratica alla
Camera dei deputati del Massachusetts e vinse la primary nel ‘46.
Nel ‘53
venne eletto al Senato. Nel ‘60 si candidò a presidente per i Democratici
e nonostante gli ostacoli dovuti alla sua giovane età, il 20 gennaio 1961 John Kennedy fu nominato 35° presidente degli Stati Uniti d’America.
I primi periodi di presidenza furono critici ma cruciali: Kennedy dovette
affrontare il problema della guerra fredda con i sovietici e la crisi con
Fidel Castro. Ma il Presidente si rivelerà energico e deciso: chiamerà la
nazione a impegnarsi e a sacrificarsi per garantire e assicurare il
successo della libertà.
John Fitzgerald Kennedy prese le redini del Paese con un programma che
ricalcava in parte i principi enunciati dal grande Roosevelt. E' il
presidente delle nuove libertà, della "nuova frontiera" che egli esprime
con un grande desiderio di integrazione e con l'abolizione di ogni tipo di
discriminazione razziale. Kennedy prospettò il futuro dell'America nel
ruolo di guardiano della pace e delle libertà di tutti i popoli della
terra. Una leadership americana sul mondo occidentale intesa come forza
morale e sete di giustizia. Non una "pax americana" imposta al mondo dal
potenziale bellico statunitense o dalla strategia del terrore, ma quel
genere di pace che consenta agli uomini e alle nazioni di svilupparsi e
prosperare.
Uno dei più grandi successi internazionali di Kennedy fu la risoluzione
della crisi cubana. Quando nell'ottobre del 1962 un aereo spia americano
individuò i missili russi puntati sull'America, Kennedy pose il Paese in
stato di allarme. Bisognava reagire: il presidente decise di scegliere una
linea al contempo ferma e morbida. Kennedy ordinò il blocco navale attorno
a Cuba, un braccio di ferro che alla fine fece desistere I russi. I
mercantili carichi di missili destinati a Cuba non forzarono il blocco e
le basi vennero smantellate.
Nell’autunno del ‘63 era a Dallas per un comizio in previsione delle
elezioni presidenziali, durante la parata del 22 novembre 1963, John
F.Kennedy venne ucciso. |
|