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Corazza, scettro, diadema, era forse la tomba di Filippo II?
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Una delle prove più convincenti furono gli schinieri (gambali) ritrovati di diversa lunghezza, adatti al generale che si era azzoppato in battaglia. Dopo un’intera stagione di scavi nel villaggio di
Verghino nel nord della Grecia, tutto sembrava ormai destinato a
concludersi on l’insuccesso. La tomba II di Verghina fu trovata dall'archeologo greco Manolis Andronikos nel 1978 dopo una serie di tentativi falliti di penetrare nel grande tumulo che la ricopriva. Si tratta di una scoperta davvero eccezionale la cui notizia fece subito il giro del mondo, non capita spesso di trovare una tomba, appartenuta ad un re, completamente intatta, mai depredata. La costruzione era divisa in due camere, in quella principale dentro una cassetta d’oro, le ossa di un uomo, nell’anticamera, in un contenitore simile, quelle di una donna. Andronikos interpretò la sepoltura come quella di Filippo II, il padre di Alessandro Magno, dato che sappiamo che tutti i re di Macedonia venivano tradizionalmente sepolti nella vecchia capitale Ege (l'attuale Verghina), pur se il centro del potere era stato ormai trasferito a Pella. Ma la tesi dell'archeologo greco fu subito contestata da studiosi di diverse nazioni e ancora oggi la discussione non può dirsi conclusa. Chi era sepolto nella tomba? la tomba viene datata con prove archeologiche nella seconda metà del IV secolo a.C., lo studio delle ossa ha dato come risultato che l'uomo sepolto doveva avere circa 40 anni. Quali re macedoni sono morti a circa quarant’anni in questo periodo? le possibilità si riducono a due, Filippo II (morto nel 336) e Filippo III Arrideo, figlio di Filippo II e fratello di Alessandro (morto nel 317). Il primo era un re-guerriero, che nelle sue molte battagli perse l'uso di un occhio e divenne claudicante; il secondo era, invece, inadatto alle armi, epilettico e, probabilmente, minorato mentale. La tomba, con vasi d'argento e oro, armi e armature, si addice meglio quindi alla figura di F II, che fu re molto amato e rispettato, ma gli storici (soprattutto Diodoro) ci raccontano come Cassandro volle legittimare il proprio potere celebrando grandiosi funerali per F III, alla maniera di un gran re. a chi appartiene dunque la tomba? La discussione è ancora aperta, e ogni particolare è stato analizzato con minuzia per capire la datazione esatta della sepoltura. Vi sono però alcuni punti centrali su cui si è focalizzata la diatriba. Uno di questi è il tipo di copertura della tomba, la volta a botte. Chi crede nell'ipotesi F III ha infatti affermato che la volta a botte è un tipo di costruzione copiata dagli architetti greci che osservarono le costruzioni persiane durante la spedizione di Alessandro. Sarebbe quindi posteriore alla morte di Filippo II e possibile solo per la copertura della tomba di F III. Ma la scoperta di un'altra sepoltura con lo stesso tipo di tetto a botte (Tomba di Euridice) datata prima della morte di F II ha fatto cadere questa teoria. Tra il corredo della tomba c'è anche un diadema, simbolo di regalità usato dai persiani e dai Macedoni solo a partire dal regno di Alessandro. Il problema non è ancora risolto poiché non abbiamo ancora ritratti sicuri di Filippo II (e quelli più probabili, medaglione di Tarso e ritratto di Copenaghen, lo rappresentano cinto dal diadema) e, quindi, non possiamo avere la certezza che questo re non indossasse diademi. Si può però contestare il fatto che i diademi indossati da Persiani e Macedoni dopo Alessandro sono in stoffa e non in metallo come quello della tomba II, il nostro oggetto è infatti unico. Il fregio pittorico che decora la facciata rappresenta una caccia al leone. Anche la caccia al leone sembra una usanza tipicamente persiana, ma anche usuale di Alessandro Magno nella sua smania di assimilare i costumi persiani. Sempre gli storici (Senofonte e Erodoto) ci aiutano tramandandoci che i greci per cacciare i leoni andavano in Macedonia dove queste belve erano ancora presenti. Certo la caccia persiana si differenzia molto da quella greca, poiché la prima ha una sorta di etichetta reale completamente assente in quella ellenica. Non si svolgeva poi in luoghi aperti ma recintati, i cosiddetti paradisi, pieni di animali di tutti i tipi; nel fregio sembra proprio di essere in uno di questi paradisi recintati, o, come lo chiamavano i greci, un alsos. La questione è ancora una volta aperta. Niente ci possono indicare la differenza di misura di gambali, in cui qualcuno a voluto vedere una prova della claudicanza di Filippo II. Vi sono infatti altre 6 paia di gambali perfettamente uguali, lo schiniere più corto è poi quello sinistro mentre Filippo II era difettoso nella gamba destra. Neanche le analisi ossee hanno dato risultati definitivi. Forse una lesione nell'arcata orbitale destra può essere riferita al colpo subito durante l'assedio di Metone che lo rese cieco in un occhio. I resti sono però troppo piccoli e in cattivo stato di conservazione (essendo il corpo stato cremato). L'età stabilita per l'uomo è 40 anni circa (e sia F II che F III sono morti intorno a questa età) e quella della donna tra 20 e 30 (Euridice, moglie di F III, aveva 19 anni mentre Cleopatra moglie di F II, 25). Tutto rimane quindi ancora in discussione, sempre che sia possibile attraverso le nostre cronologie archeologiche, riuscire a rilevare l’esatta differenza tra una tomba costruita nel 336 ed una, appena vent'anni dopo, nel 316.
Girolamo Visconti |