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Un pugno di
terra che scatenò una guerra tra l'Inghilterra e l'Argentina
Nel
1981, la giunta militare al potere in Argentina fece della riconquista
delle Falkland, una colonia inglese popolata da circa 2000 persone , un
obiettivo di primaria importanza.
Gli isolani mostrarono subito di
rifiutare ogni ipotesi di trasferimento di sovranità all'Argentina. La
giunta militare argentina decise di intervenire militarmente e il 2
aprile dette il via all'invasione.
Giudicando intollerabile la mossa argentina il primo ministro britannico
Margaret Thatcher decise di impegnare il suo governo nella liberazione
dell'arcipelago. Immediatamente una task-force aeronavale iniziò il
viaggio per raggiungere l'Atlantico del Sud; nel contempo il segretario
di stato americano Alexander Haig tentava una difficile mediazione
diplomatica, cercando senza successo di convincere l'Argentina a
rinunciare alla prova di forza.
In maggio, con la flotta inglese ormai
prossima alla meta, cominciarono i bombardamenti aerei sull'isola, cui
seguirono i primi scontri navali, con perdite su entrambi i fronti.
L'Argentina commise il gravissimo errore di credere che le Forze Armate
inglesi non sarebbero mai intervenute in una località così remota e
per giunta di poca importanza.
Altro errore fu credere che gli Stati
Uniti, fino a quel tempo alleati dell'Argentina, avessero appoggiato il
governo della nazione sudamericana.
Gli inglesi schierarono una possente macchina da guerra, composta da
circa 28.000 uomini appartenenti a tutte le forze armate, appoggiate da 100 navi e
centinaia di aerei ed elicotteri e persino un sottomarino atomico, per
lo svolgimento di una di quelle missioni che sarebbero diventate fra le più lunghe
mai viste nella storia delle operazioni militari.
I soldati, i parà e i marines britannici, nel corso dei due mesi e
mezzo, ebbero parecchio lavoro da fare per conquistare l'insidioso
terreno delle Falklands, spesso privo di ripari naturali, nonostante
ciò gli inglesi grazie ad un addestramento più accurato e ad una
tenacia e alla superiorità tattica dei suoi sottufficiali ebbero la meglio
sul nemico.
Così dopo esattamente dieci settimane da quando venne
issata la bandiera argentina sulla piccola isola, il generale Menendez, per
evitare ulteriori spargimenti di sangue, si dichiarò disposto a
trattare con gli inglesi, mettendo fine così alla guerra.
Il Generale britannico Moore lesse ufficialmente il seguente bollettino
: "Oggi 14 giugno 1983 a Port Stanley alle ore 9 pomeridiane, tempo
delle Falkland, il generale Menendez si è arreso con tutte le forze
argentine. Le isole Falkland sono di nuovo sotto il governo desiderato
dai loro abitanti. Dio salvi la Regina."
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