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Chiamata alle armi
Impopolare, ingiusto e viziato da pregiudizi razziali.Questo fu il sistema d'arruolamento che mandò a combattere 2 milioni di americani. I coscritti incapaci di fornire risposte esatte almeno al 31% dei test, erano mandati al fronte. Il progetto prevedeva che il servizio di leva servisse, tra le altre cose, ad elevare il "livello culturale" dei più ignoranti. Invece ci si limitava a mettere un fucile in mano anche a chi era totalmente incapace di combattere. Durante la guerra del Vietnam 8.720.000 ragazzi partirono volontari, 2.215.000 furono coscritti, 15.980.000 riuscirono a non mettere piede nell’inferno Vietnam. Solo il 3,5% ( circa 570.000 ) risultarono tecnicamente “renitenti alla leva” perché non si erano presentati alla chiamata o erano fuggiti all’estero. 15.410.000 giovani ottennero legalmente il rinvio, l’esonero o l’inabilità al servizio militare. Chi si dichiarò obiettore di coscienza, chi si sposò o si autoinflisse mutilazioni, tuttavia il sistema di gran lunga più usato fu l’iscrizione a scuole superiori o università. Sotto le armi andarono solo il 23% degli studenti ed il 45% dei laureati. Gli studenti appartenevano alle fasce benestanti, quindi fu subito chiaro che a combattere sarebbero andati quelli delle classi povere. Le disuguaglianze del sistema di circoscrizione furono l’emblema del famigerato “Progetto 100.000” varato dal segretario della difesa Robert McNamara nel 1966, in cui apertamente si riproponeva di usare le forze armate come collettore per i ragazzi meno dotati. In seguito alle crescenti proteste, ci furono alcuni tentativi per rimediare al sistema della circoscrizione. Nel 1967 fu abolito il rinvio alla chiamata per i laureati e nel 1969 fu introdotto un sistema di sorteggio, nel 1971 furono abbandonati altri esoneri, come quello per gli studenti del college. Troppo tardi per rendere equo il sistema di circoscrizione. L’amministrazione Nixon, nel gennaio 1973 fu costretta ad introdurre un sistema esclusivamente volontario. |